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	<title>Gruppo Consiliare Bortolussi Presidente. Tel: 041 27 01 476/77  Email : gc.bp@consiglioveneto.it</title>
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		<title>MENO TASSE PER DIMINUIRE L’EVASIONE</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 08:18:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Giuseppe Bortolussi Tra il 2001 ed il 2007, l’80% circa dei controlli eseguiti dalla Guardia di Finanza sulla emissione di scontrini e ricevute fiscali ha dato esito negativo. Solo il 20% circa delle categorie aventi  questo obbligo  è incorso nelle sanzioni comminate dalle Fiamme Gialle. Tra il 2008 ed il 2010, sempre secondo le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Giuseppe Bortolussi<br />
</strong>Tra il 2001 ed il 2007, l’80% circa dei controlli eseguiti dalla Guardia di Finanza sulla emissione di scontrini e ricevute fiscali ha dato esito negativo. Solo il 20% circa delle categorie aventi  questo obbligo  è incorso nelle sanzioni comminate dalle Fiamme Gialle. Tra il 2008 ed il 2010, sempre secondo le statistiche estrapolate dai “Rapporti Annuali” della Guardia di Finanza, conosciamo solo il numero assoluto dei controlli che hanno evidenziato dei rilievi positivi: dati pressoché in linea con quelli registrati negli anni precedenti. Da ciò, deduciamo che l’irregolarità sul totale dei controlli non dovrebbe essersi discostata di  molto dal dato medio registrato tra il 2001 ed il 2007 (cioè attorno al 20%).  Nel Veneto, come era prevedibile, la situazione è migliore del dato medio nazionale: il livello di irregolarità regionale registrato nel 2011 ha toccato il 15,2%. </p>
<p>Ciò vuol dire che l’84,8% di coloro che sono stati controllati non ha presentato nessuna irregolarità. Premesso ciò, e chiarito che nel Veneto, come del resto sapevamo, i livelli di positività sono del tutto fisiologici, l’evasione fiscale è un male è come tale va contrastato, perché chi non paga le tasse fa concorrenza sleale nei confronti di chi non può o non vuole evadere.  Tuttavia, ricordo che anche quei lavoratori autonomi che non emettono gli scontrini o le ricevute fiscali non necessariamente sono degli evasori; infatti gli studi di settore sulla base delle caratteristiche delle imprese stimano i ricavi e quindi il reddito. Gli imprenditori che vogliono evitare un accertamento da studi di settore possono adeguare i ricavi dichiarati a quelli stimati dal fisco. In questo modo anche se  non è stato emesso lo scontrino non si è evasa alcuna imposta. Solo quando questi contribuenti raggiungono i ricavi stabiliti dagli studi di settore, la non emissione dello scontrino dà luogo ad una “vera” forma di evasione fiscale. Ma quanti autonomi, vista la crisi economica in atto, sono in grado di superare  gli incassi stabiliti a tavolino dall’Amministrazione finanziaria ? Insomma, con gli studi ormai a regime, la valenza fiscale di questi strumenti non ha più senso, visto che i ricavi e le conseguenti imposte e contributi da versare allo Stato  sono stabiliti dall’Amministrazione finanziaria. Per questo ritengo  che &#8211; come previsto dall’accordo fatto nel lontano 1996 tra il Governo di allora e le categorie economiche degli artigiani, dei commercianti e dei piccoli imprenditori, che prevedeva il superamento della valenza fiscale dello scontrino e della ricevuta, una volta che gli studi di settore fossero stati introdotti e applicati a tutte le categorie,  questo strumento debba essere eliminato.  Ho maturato la convinzione che i blitz effettuati dalla Guardia di Finanza  in molte città italiane abbiano una valenza vagamente demagogica. Ma come ci insegnano le esperienze passate, la spettacolarità di questi interventi alla fine non paga. Oggi, l’Amministrazione finanziaria grazie a “Serpico”, all’abolizione del segreto bancario e anche alla nuova versione del redditometro, ha tutti gli strumenti  per colpire chi evade. Le dimostrazioni  muscolari messe in atto in queste ultime settimane servono a poco e sicuramente non sono di aiuto  per “scoperchiare” la vera evasione: quella, ad esempio, emersa nel passato con i casi Cirio e Parmalat o, più recentemente, con Finmeccanica. Sia chiaro: combattere l’infedeltà fiscale è una battaglia di civiltà che ci deve vedere tutti allineati con chi quotidianamente la contrasta con impegno e dedizione. Ma non dobbiamo mai dimenticare che una parte dell’ evasione presente nel nostro Paese è dovuta anche all’elevato livello di tassazione raggiunto. Sono certo che tagliando la spesa improduttiva e conseguentemente anche la pressione fiscale, emergerebbe una parte di sommerso che attualmente non paga nè tasse né contributi.</p>
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		<title>PIU’ APPRENDISTI, PIU’ POSTI FISSI</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 12:18:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Giuseppe Bortolussi Secondo i risultati emersi da una recente indagine elaborata dall’Isfol (Istituto di Formazione e Lavoro), l’apprendistato costituisce il rapporto di lavoro che offre le maggiori chances ai giovani per guadagnarsi il tanto agognato posto fisso. In un momento in cui  i lavoratori atipici aumentano e anche nel Veneto la disoccupazione tra gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Giuseppe Bortolussi<br />
</strong>Secondo i risultati emersi da una recente indagine elaborata dall’Isfol (Istituto di Formazione e Lavoro), l’apprendistato costituisce il rapporto di lavoro che offre le maggiori chances ai giovani per guadagnarsi il tanto agognato posto fisso. In un momento in cui  i lavoratori atipici aumentano e anche nel Veneto la disoccupazione tra gli under 35 ha ormai superato il 9%, ritengo che sarebbe  utile concentrare gli sforzi e la discussione su come potenziare e diffondere questo istituto, anziché fossilizzare il dibattito tra le parti sociali ed il Governo sull’eventuale modifica dell’articolo 18.  Pur essendo in calo anche nel Veneto,  in tutte quelle regioni dove è maggiormente utilizzato, il tasso di disoccupazione giovanile è molto inferiore rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Grazie alla possibilità di ricorrere all’apprendistato anche per  l’alta formazione e la ricerca,  questo contratto non può più essere visto come uno strumento per agevolare l’ingresso nel mercato del lavoro solo dei giovani che provengono da fallimenti scolastici, ma anche per tutti coloro che sono usciti con successo dal mondo della scuola secondaria o dall’università. Con il nuovo Testo unico i vantaggi introdotti per le imprese sono notevoli: forte deduzione ai fini Irap delle spese per i lavoratori assunti con questo contratto; drastica riduzione dei contributi previdenziali per le aziende fino a 9 dipendenti; possibilità di inquadrare l’apprendista fino a due livelli inferiori alla categoria spettante o stabilire una retribuzione percentuale all’anzianità di servizio. Sia chiaro: tutto ciò non può bastare, infatti è necessario colmare un vuoto culturale che dura da più di 30 anni rivalutando, da un punto di vista sociale, il lavoro manuale e le attività imprenditoriali che offrono queste opportunità. Per molti genitori far intraprendere un mestiere al proprio figlio presso un’azienda artigiana è l’ultimo dei loro pensieri. Si arriva a questa decisione solo se il giovane è reduce da un insuccesso scolastico, per cui l’occupazione presso un laboratorio artigiano diventa un “refugium peccatorum”. Attraverso le riforme della scuola avvenute in questi ultimi anni, alcuni passi avanti sono stati fatti: ma non basta. Occorre fare una vera e propria rivoluzione culturale per ridare dignità,  valore sociale e un giusto riconoscimento economico a tutte quelle professioni dove il saper fare con le proprie mani costituisce una virtù aggiuntiva che rischiamo altrimenti di perdere. L’anno scorso, stando ai risultati elaborati dal Sistema Informativo Excelsior del Ministero del Lavoro, le imprese venete hanno denunciato oltre 4.300 posti di lavoro “inevasi”, o per il ridotto numero di candidati che si sono presentati o per la inadeguatezza degli stessi.   Le principali figure professionali difficilmente reperibili sul mercato di lavoro sono state quelle dei commessi, degli idraulici, dei contabili, dei camerieri, del personale di segreteria e degli elettricisti.  Premesso che studiare è importante ed è necessario che il tasso di scolarità e di conseguimento della laurea aumenti sempre più anche nel Veneto, ci dovremo pur chiedere come mai, pur con una presenza di quasi 500.000 stranieri, anche in Veneto molti lavori manuali rimangono “scoperti”. Forse anche le nostre famiglie dovranno cambiare mentalità e capire che non sempre il titolo di studio apre le porte al mondo del lavoro</p>
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		<title>A RISCHIO LA LEGGE SUI TEMPI DI PAGAMENTO</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 14:18:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Giuseppe Bortolussi C’era  da aspettarselo: dopo il segnale positivo giunto dal Governo Monti con il decreto sulle liberalizzazioni approvato una quindicina di giorni fa che, ricordo, ha messo a disposizione quasi 6 miliardi di euro per pagare i fornitori della Pubblica amministrazione,   la Camera dei Deputati, non più tardi di giovedì scorso, ha approvato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Giuseppe Bortolussi<br />
</strong>C’era  da aspettarselo: dopo il segnale positivo giunto dal Governo Monti con il decreto sulle liberalizzazioni approvato una quindicina di giorni fa che, ricordo, ha messo a disposizione quasi 6 miliardi di euro per pagare i fornitori della Pubblica amministrazione,   la Camera dei Deputati, non più tardi di giovedì scorso, ha approvato un emendamento al disegno di legge chiamato “comunitaria”, che delegherà il Governo in carica ad adottare entro sei mesi dall’entrata in vigore del provvedimento i decreti legislativi che dovranno recepire le disposizioni della Direttiva comunitaria contro il ritardo dei pagamenti. Insomma, c’è il forte pericolo che chi non vuole che si definiscano per legge i tempi massimi di pagamento tra privati, e tra privati e Pubblica amministrazione, si sia messo al lavoro ed in maniera molto subdola abbia confuso i Deputati costringendoli, con questa misura, ad approvare una misura che anziché accorciare i tempi di pagamento, allungherà il recepimento della Direttiva europea.</p>
<p>Infatti, secondo quanto previsto l’anno scorso con l’approvazione dello Statuto delle imprese, l’Esecutivo avrebbe dovuto intervenire su questo versante entro il 15 novembre di quest’anno. Ora, conoscendo i tempi della politica romana, c’è il rischio che la legge “comunitaria” venga approvata dopo l’estate e faccia così slittare al prossimo anno il recepimento di quanto stabilito dall’Unione europea. Il timore, come sottolineavo più sopra, è che le lobbies dei grandi committenti privati si siano messe al lavoro e in maniera diabolica abbiano raggiunto il loro scopo: far slittare il più avanti possibile  questa legge, che darebbe invece un forte sollievo a moltissime piccole imprese che verrebbero così pagate in tempi ragionevoli e comunque non superiori ai 60 giorni.   Voglio ricordare ancora una volta che la situazione nel nostro Paese è molto difficile: nelle transazioni commerciali tra imprese,  i tempi di pagamento raggiunti in Italia nel 2011 hanno raggiunto i 103 giorni (+15  dal 2009). In Francia, invece, si attestano sui 59 giorni (-4 giorni), nel Regno Unito sui 46 (-6 giorni ) e in Germania sui 37 (-12 giorni).  Ancor più drammatica la situazione per chi lavora  con la Pubblica amministrazione italiana: i pagamenti vengono onorati mediamente dopo 180 giorni (+52 giorni rispetto al 2009) con un ritardo medio, nei confronti dei termini contrattuali, di 3 mesi. Niente a che vedere con le situazioni che si verificano nei Paesi nostri concorrenti: in Francia le fatture vengono  “saldate” a 64 giorni (6 giorni in meno rispetto al 2009), nel Regno Unito a 47 giorni (-2 giorni) e in Germania a 35 giorni (-5 giorni rispetto al 2009). E’ vero che le risorse a disposizione dello Stato sono poche e sarà difficile reperire i 70 miliardi circa che le imprese italiane avanzano dallo Stato, dalle Regioni e dagli Enti locali, ma è altrettanto vero che chi ha realizzato un’opera pubblica, una fornitura o un servizio alla Pubblica amministrazione deve essere pagato in tempi certi. Stando ai dati emersi nei giorni scorsi da un’indagine realizzata dall’Unioncamere del Veneto,  la situazione nella nostra Regione sembra essere meno pesante che nel resto del Paese. Si stima che i debiti della Pubblica amministrazione nei confronti delle micro aziende    venete ammontino a  circa 900 milioni di euro l’anno; i tempi medi di pagamento della nostra macchina pubblica sono pari a 168 giorni, 12 giorni in meno rispetto alla media nazionale. Va da sé che nonostante l’ennesima performance positiva della nostra Regione, il quadro generale rimane drammatico.</p>
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		<title>L&#8217;EFFETTO MONTI ALLA CONFARTIGIANATO DI FERRARA</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:15:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E’ previsto per venerdì presso la Confartigianato di Ferrara l’incontro con il direttore del Centro studi della Cgia di Mestre e consigliere regionale Giuseppe Bortolussi. Autore di “Tassati e mazziati” e ospite di riferimento di trasmissioni televisive come Matrix e Porta a Porta, Bortolussi fornirà il quadro della situazione economica nazionale, regionale e locale attraverso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>E’ previsto per venerdì presso la Confartigianato di Ferrara l’incontro con il direttore del Centro studi della Cgia di Mestre e consigliere regionale Giuseppe Bortolussi.<br />
Autore di “Tassati e mazziati” e ospite di riferimento di trasmissioni televisive come Matrix e Porta a Porta, Bortolussi fornirà il quadro della situazione economica nazionale, regionale e locale attraverso temi quali spesa pubblica, tasse, liberalizzazioni e accesso al credito. L’iniziativa, che prevede anche gli interventi del sindaco, Tiziano Tagliani e della Presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, vuole essere “una concreta possibilità di confronto” come ha evidenziato il segretario generale della Confartigianato Giuseppe Vancini.<br />
“Data l’importanza dell’argomento e l’autorevolezza di Bortolussi – ha spiegato  Vancini, abbiamo voluto coinvolgere tutti i rappresentanti del territorio”.<br />
All’incontro sono stati infatti invitati i parlamentari ferraresi Dario Franceschini, Maria Teresa Bertuzzi, Alessandro Bratti, Alberto Balboni, i consiglieri regionali, i sindaci del territorio, le associazioni di categoria, i segretari di partito, i vertici delle forze dell’ordine. Il convegno, che prevede il dibattito finale, sarà preceduto alle 16 da un incontro di Bortolussi con la stampa.</p>
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		<title>ORA SI RECEPISCA LA DIRETTIVA UE</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 08:48:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Giuseppe Bortolussi Anche se la misura approvata dal Governo con il decreto sulle liberalizzazioni è ancora parziale ed incompleta, possiamo comunque esultare per il risultato politico ottenuto. Grazie alla sensibilità del Corriere del Veneto che ha pubblicato nel mese scorso la lettera aperta al Presidente del Consiglio che ho scritto assieme ai familiari dell’ex [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Giuseppe Bortolussi<br />
</strong>Anche se la misura approvata dal Governo con il decreto sulle liberalizzazioni è ancora parziale ed incompleta, possiamo comunque esultare per il risultato politico ottenuto. Grazie alla sensibilità del <em>Corriere del Veneto</em> che ha pubblicato nel mese scorso la lettera aperta al Presidente del Consiglio che ho scritto assieme ai familiari dell’ex imprenditore Giovanni Schiavon, ai Presidenti degli artigiani, degli agricoltori, dei commercianti e degli industriali del Veneto,  il risultato sortito è di quelli da incorniciare. Certo la disponibilità messa a disposizione dall’Esecutivo è ancora modesta, poco meno di 6 miliardi di euro, e le modalità di pagamento con i titoli di Stato ancora da decifrare, tuttavia con il decreto approvato venerdì scorso dal Governo Monti si è finalmente sancito un principio: quando il committente è lo Stato, i tempi di pagamento devono essere ragionevoli.</p>
<p>E’ un successo insperato, in quanto non credevamo che questo avvenisse  in tempi così rapidi. Qualcuno potrà dire che si poteva fare di più e meglio, ma aver stabilito per decreto che i crediti che le imprese vantano nei confronti della Pubblica amministrazione  fino al 31 dicembre del 2011 saranno onorati, su richiesta del creditore, in titoli di stato, costituiscono un punto cardine  su cui riconoscere concretamente  i diritti dei fornitori, soprattutto quelli di piccola dimensione. Certo, per capire quali titoli di stato potranno essere usati per estinguere i debiti pregressi della Pubblica amministrazione, bisognerà attendere un Decreto ministeriale. Inoltre si dovranno recepire, così come previsto dalla Direttiva Europea, anche le disposizioni per accorciare i ritardi nei pagamenti nelle transazioni commerciali tra le imprese private.     Voglio  ribadire con forza che la principale conseguenza di questi ritardi ha dato luogo alla mancanza di liquidità nelle casse delle imprese fornitrici, le quali si sono trovate nell’impossibilità di realizzare gli investimenti necessari per fronteggiare la crisi. Negli ultimi mesi tali finanziamenti hanno subito una ulteriore contrazione, visto che anche le banche risentono della crisi economica in atto e dei vincoli imposti a livello europeo. A moltissime imprese i mancati pagamenti hanno “eroso” la liquidità, mettendo a dura prova la tenuta finanziaria di molte attività, con il risultato che in alcuni casi le imprese non sono riuscite a pagare  gli stipendi, le tasse o i contributi previdenziali dei propri dipendenti. Qualcuno addirittura non ce l’ha fatta: non sono pochi i piccoli imprenditori veneti che in questi ultimi tre anni si sono suicidati perché impossibilitati a fronteggiare questa situazione.  La mancanza di credito, purtroppo,  costituisce uno dei principali ostacoli che i piccoli imprenditori sono costretti ad affrontare ogni giorno. L’aumento dei costi finanziari, dei tassi bancari, la richiesta di maggiori garanzie sono le cause che hanno deteriorato il rapporto tra le piccolissime aziende ed il sistema creditizio. Come sta succedendo nel mercato del lavoro, anche nel settore del credito è cresciuto il numero degli “sfiduciati”, ovvero di quegli imprenditori che hanno deciso, nonostante i grossi problemi di liquidità che si sono aggravati con la crisi, di non ricorrere all’aiuto di una banca. E’ un segnale preoccupante che rischia di indurre molte imprese, anche nel Veneto, a ricorrere a forme di accesso al  credito non regolare, con il pericolo di un forte aumento dell’usura e delle attività estorsive. E’ un pericolo che dobbiamo assolutamente evitare, per scongiurare qualche altro gesto estremo tra i nostri piccoli imprenditori.</p>
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		<title>IN CONSIGLIO REGIONALE IL 25 GENNAIO 2012</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 09:40:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Esercizio provvisorio Via libera all&#8217;esercizio provvisorio del bilancio per i primi quattro mesi del 2012: il Consiglio regionale ha approvato, con i voti della sola maggioranza, il provvedimento autorizzativo che assicura il regolare pagamento di stipendi, oneri, fornitori e spese ordinarie per i primi quattro mesi del 2012, fintantochè non sarà approvato il bilancio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Esercizio provvisorio<br />
</strong>Via libera all&#8217;esercizio provvisorio del bilancio per i primi quattro mesi del 2012: il Consiglio regionale ha approvato, con i voti della sola maggioranza, il provvedimento autorizzativo che assicura il regolare pagamento di stipendi, oneri, fornitori e spese ordinarie per i primi quattro mesi del 2012, fintantochè non sarà approvato il bilancio di previsione 2012. L&#8217;autorizzazione all&#8217;esercizio provvisorio garantirà l&#8217;ordinaria gestione, oltre che alle Ulss e alle aziende ospedaliere anche alle agenzie ed enti partecipati dalla Regione: Veneto Agricoltura, Avepa, Veneto Lavoro, Veneto Strade, Arpav, Parchi regionali, Istituto ville venete, Esu, Sistemi territoriali, Veneto Acque, Scuola di polizia locale, Veneto Nanotech, Veneto Innovazione e società Rocca di Monselice. Il provvedimento dà inoltre continuità anche ai lavoratori a progetto, come i forestali.<br />
E&#8217; la prima volta che la Regione Veneto in quarant&#8217;anni di attività vota l&#8217;esercizio provvisorio.</p>
<p><strong>Proposta di legge statale per stop a trivelle<br />
</strong>Divieto assoluto di cercare ed estrarre idrocarburi liquidi e gassosi nelle province di Padova, Rovigo e Venezia. Questo il contenuto della proposta di legge statale, approvata pressochè all&#8217;unanimità (due astenuti) dal Consiglio veneto, che viene inviata al Parlamento nazionale per mettere in sicurezza il territorio della pianura veneta dal rischio di subsidenza.</p>
<p><strong>Approvata una legge  per la semplificazione della raccolta funghi<br />
</strong>Raccogliere funghi nei boschi e nei prati veneti in futuro sarà più semplice grazie ad una modifica all&#8217;attuale normativa approvata all&#8217;unanimità dal Consiglio regionale. Tale modifica, proposta con un progetto di legge dal gruppo della Lega Nord, prevede l&#8217;abolizione del tesserino in modo che all&#8217;appassionato &#8220;fungaiolo&#8221; basterà esibire la ricevuta del versamento richiesto e un documento di identità. Saranno così eliminate tutte le procedure burocratiche attualmente necessarie per ottenere il tesserino (foto tessera aggiornata, marche da bollo, ecc.). Gli eventuali versamenti verranno richiesti dagli enti delegati al rilascio delle autorizzazioni: Province, Comunità Montane, Regole, Enti di gestione dei parchi regionali, che stabiliranno gli orari, i calendari e i divieti nelle zone di particolare pregio naturalistico-ambientale e provvederanno alla vigilanza e all&#8217;erogazione delle sanzioni per chi trasgredisce a quanto stabilito dalla legge 23 del 1996 circa le modalità di raccolta dei funghi epigei. Saranno esentati dall&#8217;autorizzazione i proprietari, gli usufruttuari e i conduttori nei terreni e i loro famigliari.</p>
<p><strong>La seduta del consiglio regionale del Veneto è sta sospesa per mancanza del numero legale constatata al momento di votare il rinvio in commissione della legge di proroga del piano faunistico venatorio.</strong></p>
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		<title>CONTRIBUTI E FINANZIAMENTI</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 15:07:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vademecum dei contributi e finanziamenti regionali (agg. al 31.12.2011) News]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.giuseppebortolussi.it/wp-content/uploads/2012/01/vademecum_2012.pdf" target="_blank">Vademecum dei contributi e finanziamenti regionali (agg. al 31.12.2011)</a> <span style="color: #ff0000;">News</span></strong></p>
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		<title>SI’ ALLE VERE  LIBERALIZZAZIONI</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 09:35:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[liberalizzazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[ di Giuseppe Bortolussi Sono sempre stato convinto che un qualsiasi processo di liberalizzazione nel settore economico debba avere come obbiettivo quello di agevolare il consumatore finale, consentendogli, grazie ad una maggiore concorrenza del mercato, servizi con più qualità a prezzi o tariffe più basse. Con il nuovo pacchetto che il Governo Monti presenterà nei prossimi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <strong>di Giuseppe Bortolussi<br />
</strong>Sono sempre stato convinto che un qualsiasi processo di liberalizzazione nel settore economico debba avere come obbiettivo quello di agevolare il consumatore finale, consentendogli, grazie ad una maggiore concorrenza del mercato, servizi con più qualità a prezzi o tariffe più basse. Con il nuovo pacchetto che il Governo Monti presenterà nei prossimi giorni, invece, ho l’impressione che questa misura non interesserà i settori che maggiormente “pesano” sulle tasche dei consumatori, ma ancora una volta si interverrà, probabilmente, su attività, come ad esempio i taxi o le edicole, che poco incidono sulle voci di spesa delle famiglie. Sia chiaro: non sono contro le liberalizzazioni, anzi. Ritengo sia necessario deregolamentare molti settori, anche se sono convinto sia necessario partire da quelli che, pur interessati in passato da processi di apertura, non hanno dato luogo a nessun vantaggio per i contribuenti finali.</p>
<p>Mi riferisco, in particolar modo,  alle assicurazioni, alle banche, al settore energetico che hanno una incidenza molto importante non solo sulle famiglie ma anche sulle imprese che mai come in questo momento, invece, avrebbero bisogno di avere dei costi finanziari ed assicurativi più contenuti ed una bolletta energetica più bassa. Invece, la stagione delle liberalizzazioni avvenuta a partire dalla metà degli anni ’90,  ha consentito di sanare in parte i nostri conti pubblici trasferendo, però, interi settori in mano a pochi privati i quali hanno dato luogo a vere e proprie azioni di cartello.  Per la verità, va riconosciuto che i settori energetici hanno risentito del costo delle materie prime (petrolio e gas), del forte livello di tassazione, nonché dell’andamento del tasso di cambio tra l’euro e il dollaro. Tuttavia, a nostro avviso, è doveroso iniziare l’azione di deregolamentazione proprio da questi settori, cercando di “smantellare” i potentati economici che controllano queste realtà. E’ anche vero che non tutte le realtà dove ci sono state delle aperture alla concorrenza i risultati sono stati come quelli sopra descritti. Nell’energia elettrica, nei medicinali  e nei servizi telefonici i risultati non sono stati negativi.  Nel primo caso  la variazione delle tariffe ha subito un aumento più contenuto (+1,8%) rispetto alla crescita dell’inflazione (che tra il 2007 ed i 2011 è stata del +8,4%). Mentre per i medicinali e i servizi telefonici, le liberalizzazioni hanno portato dei significativi vantaggi economici ai consumatori. Per i medicinali, tra il 1995 ed oggi i prezzi sono diminuiti del 10,9%, a fronte di un aumento del costo della vita del +43,3%. Nella telefonia, tra il 1998 ed il 2011 le tariffe sono diminuite del 15,7%, mentre l’inflazione è aumentata del 32,5%.  Ma il settore che in questo momento richiede una particolare attenzione è quello dei carburanti. Nonostante i timidi segnali di concorrenza introdotti nei decenni scorsi, oggi la benzina verde staziona attorno ad 1,7 euro al litro. Il settore, potrebbe essere tra quelli interessati dal prossimo decreto del Governo.  In attesa che il provvedimento produca gli effetti sperati, non sarebbe un bel segnale ridurre il peso delle accise, visto che in Italia la tassazione sulla benzina ha raggiunto livelli record non riscontrabili in Europa ?</p>
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		<title>IL NUOVO STATUTO VENETO: NOVITA&#8217; E DIFEFRENZE</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 08:33:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<category><![CDATA[Statuto Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il numero degli articoli è rimasto lo stesso (64 più quello che stabilisce l&#8217;entrata in vigore, il giorno successivo la sua pubblicazione) ma lo Statuto regionale, approvato oggi in seconda lettura dall&#8217;aula consiliare, disegna un Veneto ben diverso da quello del 1970. Le novità si intravedono già nel primo titolo, dedicato ai principi generali. I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il numero degli articoli è rimasto lo stesso (64 più quello che stabilisce l&#8217;entrata in vigore, il giorno successivo la sua pubblicazione) ma lo Statuto regionale, approvato oggi in seconda lettura dall&#8217;aula consiliare, disegna un Veneto ben diverso da quello del 1970. Le novità si intravedono già nel primo titolo, dedicato ai principi generali. I cinque articoli che nello statuto del &#8217;70 definivano l&#8217;identità e il ruolo della neonata istituzione regionale sono diventati dieci e declinano con puntualità scenario, valori e obiettivi di una Regione che sin dal primo comma del primo articolo, si proclama &#8220;autonoma&#8221;. Scompare il richiamo di quarant&#8217;anni fa all&#8217;&#8221;unità della repubblica italiana&#8221; sostituito con un più blando rinvio all&#8217;&#8221;armonia con la Costituzione italiana e con i principi dell&#8217;ordinamento dell&#8217;Unione europea&#8221;.</p>
<p>Nel nuovo Statuto il Veneto si è fatto più &#8216;largo&#8217; comprendendo &#8216;nuovi&#8217; veneti: quelli sparsi nel mondo, citati sin dal primo articolo, e con i quali la Regione si impegna a mantenere legami e scambi &#8220;favorendo la continuità di rapporto e di pensiero&#8221;; le minoranze, verso le quali la regione professa riconoscimento e tutela (art. 2); e gli immigrati, nei confronti dei quali la Regione si impegna ad agire &#8220;secondo criteri di ragionevolezza e proporzionalità&#8221;, in base a un non meglio precisato &#8220;particolare legame con il territorio&#8221; (art. 5), garantendo comunque il pieno riconoscimento dei diritti a tutti i minori. Nello Statuto di quarant&#8217;anni fa traspariva l&#8217;impegno prioritario della Regione a promuovere la crescita sociale ed economico di un Veneto sostanzialmente agricolo e attraversato da grandi squilibri territoriali e settoriali. Lo sviluppo delle campagne e dell&#8217;agricoltura ritornava per ben tre volte nei primi articoli del testo statutario. Quarant&#8217;anni dopo la parola &#8220;agricoltura&#8221; è scomparsa e cede il passo &#8211; nelle finalità prioritarie della Regione &#8211; alla &#8220;tutela del paesaggio&#8221;, ad un generico riconoscimento delle &#8220;attività rurali e forestali&#8221;, alla &#8220;salvaguardia delle biodiversità&#8221; e del territorio. Il nuovo statuto valorizza la funzione sociale del lavoro ma sottolinea quello dell&#8217;impresa, citando espressamente il principio della libera iniziativa economica individuale e collettiva, con particolare riferimento alle piccole e medie imprese. Nella carta statutaria del 2012 fanno capolino nuovi principi e nuove responsabilità della Regione, che si propone di difendere e valorizzare il diritto alla vita, la dignità e l&#8217;indipendenza delle persone anziane e non autosufficienti, la qualità della vita dei cittadini e delle generazioni future, il ruolo del volontariato, i diritti umani e la cooperazione tra i popoli. La carta statutaria del 2012 appare attraversata anche da una più matura coscienza &#8216;ecologica&#8217;: la Regione si impegna a garantire a tutti, anche alle generazioni future, il bene dell&#8217;acqua potabile, la sicurezza dei cibi, la conservazione della tipicità dell&#8217;ambiente e delle produzioni venete (art. 8). La preoccupazione per il futuro emerge anche nell&#8217;art. 7 con cui il Veneto si impegna, in nome del principio di responsabilità, a rispettare il vincolo del pareggio di bilancio, per non scaricare sui cittadini di domani l&#8217;onere di debiti insostenibili. Dopo 40 anni la Regione dà prova di identità ormai consolidata, rappresentata anche simbolicamente da bandiera, gonfalone e stemma (art. 1). Ma sente il bisogno, a differenza di quarant&#8217;anni fa, di dare radici ai valori di uguaglianza, solidarietà e rispetto della persona richiamandosi &#8220;ai principi di civiltà cristiana e alle tradizioni di laicità e di libertà di scienza e di pensiero&#8221;. Tra le novità il riconoscimento a Venezia capoluogo del ruolo di &#8220;città metropolitana&#8221; e l&#8217;evoluzione del rapporto con gli enti locali che passa dall&#8217;&#8221;ampio decentramento&#8221; promesso nel 1970 all&#8217;impegno federalista affermato con l&#8217;&#8221;estensione in senso federale delle competenze legislative, regolamentari, amministrative e finanziarie&#8221; a cui si impegna la Regione, sempre nel rispetto della Costituzione e del principio di leale collaborazione (art.3).</p>
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		<title>IL CONSIGLIERE REGIONALE GIUSEPPE BORTOLUSSI A MATRIX</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 12:34:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia delle entrate]]></category>
		<category><![CDATA[bortolussi]]></category>
		<category><![CDATA[evasione]]></category>
		<category><![CDATA[Matrix]]></category>

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		<description><![CDATA[ Questa sera Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, sarà ospite della trasmissione Matrix in onda su Canale 5 alle ore 23.30 circa. Tema della trasmissione sarà la lotta all’evasione. Gli altri ospiti: - Attilio Befera, Direttore dell’Agenzia delle Entrate; - Oscar Giannino, giornalista; - Dario Di Vico, giornalista del Corriere della Sera.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><script type="text/javascript"></script><!-- AddThis Button Begin --><script type="text/javascript"></script><script src="//s7.addthis.com/js/250/addthis_widget.js#pubid=wp-4f0d80b977a468b3" type="text/javascript"></script> Questa sera <strong><a title="Giuseppe Bortolussi" href="http://www.giuseppebortolussi.it/info/" target="_blank">Giuseppe Bortolussi</a></strong>, segretario della<strong> Cgia di Mestre</strong>, sarà ospite della <a href="http://www.matrix.mediaset.it/" target="_blank">trasmissione Matrix in onda su Canale 5 </a>alle ore 23.30 circa.<br />
Tema della trasmissione sarà la <strong>lotta all’<a title="evasione" href="http://www.cgiamestre.com/tag/evasione/" target="_blank">evasione</a></strong>.<br />
Gli altri ospiti:<br />
- Attilio Befera, Direttore dell’<a title="Agenzia delle Entrate" href="http://www.cgiamestre.com/tag/agenzia-delle-entrate/" target="_blank">Agenzia delle Entrate</a>;<br />
- Oscar Giannino, giornalista;<br />
- Dario Di Vico, giornalista del <a title="Corriere della Sera" href="http://www.cgiamestre.com/category/uscite-sulla-stampa/corriere-della-sera/" target="_blank">Corriere della Sera</a>.</div>
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